L’implantologia è la parte dell’odontoiatria che permette di applicare al paziente, con perdita parziale o totale di elementi dentali, protesi fisse di ottimo valore funzionale ed estetico evitando così protesi mobili o semimobili con interventi di bassa invasività.

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L’impianto dentale è una vite in lega di titanio che sostituisce la radice naturale del dente mancante. Agli impianti inseriti nelle ossa mascellari è applicato un perno moncone (detto abutment) che sostiene la corona avvitata o cementata. In questo modo viene ricreato totalmente il dente, dalla struttura interna alla corona esterna.

Teoricamente non esistono situazioni non risolvibili. Praticamente però è necessario, come in altre branche della medicina, che il medico abbia sia una conoscenza approfondita di tutte le possibili soluzioni tecniche sia un’esperienza importante nella loro applicazione.

I limiti di intervento dipendono dalle capacità e dalla conoscenza implanto-protesica del medico e dalla situazione ossea occlusale e dei tessuti molli del paziente. Alcune tecniche richiedono capacità operative specifiche frutto dell’esperienza che permette di affrontare e superare i problemi con soluzioni non facilmente codificabili.

In sostituzione degli elementi persi si inseriscono degli impianti (viti) ai quali vengono ancorate protesi fisse o mobili. Non esiste un limite di durata nel tempo dell’impianto. Se il progetto e la realizzazione del manufatto implanto-protesico vengono eseguiti secondo protocolli precisi ed efficaci, il minimo di aspettativa è di 20/25 anni. E’ tuttavia necessaria ed indispensabile la collaborazione del paziente sia nel mantenimento di una perfetta igiene orale, sia nei controlli periodici.

Non esiste un’età precisa. Studi scientifici dimostrano che la fascia più interessata è dopo i quarant’anni. Se non sussistono controindicazioni cliniche sistematiche, si possono inserire impianti anche a soggetti in età avanzata. Nel giovane il ricorso all’implantologia è sostanzialmente dovuto a traumi o agenesie e l’età più indicata è collegata allo sviluppo fisico, dopo cioè i 18 anni.

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